Mi sun ROManes e prove tecniche di squadrismo

«Atti vandalici», così li ha chiamati il prefetto Gian Valerio Lombardi. No, la notte brava di Opera, comune a Sud di Milano, va oltre il vandalismo. Alla vigilia di Natale un centinaio di persone hanno dato fuoco alle tende che avrebbero dovuto ospitare un settantina di rom, 35 dei quali bambini. Il raid è partito dal municipio. Aizzato e rivendicato dai consiglieri Ettore Fusco, della Lega, e Pino Pozzoli, di An. Un’azione eseguita da neofascisti «venuti da fuori», la cui regia politica, però, è stata dei «capipolo» di Lega e An.
I «forsennati» leghisti e nazionalalleati hanno fatto il lavoro sporco. Ma siamo sicuri che tante persone traquille, magari elettori del centro sinistra, sotto sotto non approvino? Dare addosso agli ultimi, da qualche secolo, favorisce la coesione sociale. La «sinistra» lo sa, e generalmente scappa a gambe levate, anche se Opera sta diventando un piccolo laboratorio per imparare a gestire con la testa il «problema» che non ha mai avuto una «soluzione». Nel ventre di Opera e di ogni città,  gli zingari «rubano, sporcano e portano malattie», per la testa rasata e per la chioma imbiancata fuori dal sagrato, per chi vota Lega ma anche per chi ha votato Rifondazione comunista. Alla messa della mattina, il parroco l’ha detto chiaro e tondo, senza accoglienza, nessuna messa e gli operesi l’hanno disertata. Anche la religione, in questo caso, va a farsi benedire.

Alla destra populista e alla “sinistra” smarrita ci piace rispondere con le parole di Carlo Cuomo e la regia di Paolo Poce:


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